Ateleta

Ateleta conta circa 1200 abitanti e il suo territorio, inserito in parte nel Parco Nazionale della Majella, è molto verde e vario: si estende dai 700 metri del fiume Sangro ai 1900 metri del monte Secine.

Di fondazione benedettina, i suoi insediamenti primari sono sulle montagne ma in seguito a un terremoto distruttivo del 1400, i superstiti in parte si rifugiano nei paesi vicini, in parte si trasferiscono verso valle sui luoghi dove sorge ora il paese, attratti dalle migliori condizioni climatiche.

Agli inizi del 1800, il Re di Napoli, Gioacchino Murat prima esenta gli abitanti dal pa- gamento della tassa fondiaria per cinque anni poi, il 14 febbraio 1811, rma l’atto di fondazione del Comune, cui dà il nome di Ateleta, dal greco “senza tasse”. Il fatto che la città sia di fondazione napoleonica e che il disegno urbanistico sia incentrato su lotti di eguali dimensioni, assegnanti ai cittadini con l’estrazione a sorte, ha portato a de nire Ateleta la “città degli uguali”.

Il periodo bellico è per Ateleta il periodo più tragico della sua storia: posta nella zona montuosa di massimo arroccamento dei tedeschi, come gli altri paesi dell’aquilano su- birà un’occupazione feroce e prolungata che lascerà segni indelebili nell’animo dei suoi cittadini e nel tessuto urbano.

Nel settembre del 1943 il paese viene occupato. Il 5 ottobre un aereo inglese mitraglia il treno della Sangritana, uccidendo tre ateletesi tra cui il Podestà. Un mese dopo, il 5 novembre Ateleta viene fatta evacuare; il 6 novembre i tedeschi fanno saltare le prime case e l’11 novembre sono distrutti il municipio e la chiesa.

Alcuni ateletesi, circa un centinaio, rimangono nel paese, molti altri cercano la salvez- za attraversando il ume Sangro di notte su dei ponticelli di fortuna sui quali i tedeschi sparano senza pietà, seminando ulteriore morte. Coloro che sopravvissero alla traversata si diressero verso il paese di San Pietro Avellana, controllata dalle truppe canadesi e saranno poi sfollati in Puglia.

Al termine della guerra si contarono 23 morti tra i militari e circa 120 tra i civili a causa del fuoco nemico, delle mine e degli stenti tra i rigori dell’inverno.

La linea Gustav cede nel maggio del 1944. Le truppe tedesche abbandonano il paese il 5 giugno. Una colonna di soldati alleati attraversa Ateleta diretta verso nord.

A partire dal mese di giugno le famiglie iniziano a rientrare ad Ateleta dove trovano il centro abitato devastato, le abitazioni distrutte per oltre il 90 per cento insieme a ciò che contenevano, i campi minati, il bestiame razziato o ucciso. Gli abitanti devono affrontare un nuovo duro inverno, al freddo, tra le macerie e con pochi viveri. Si fruga tra le case distrutte in cerca di suppellettili, attrezzi da lavoro e indumenti. Molti uomini prigionieri di guerra iniziano a ritornare al paese solo dal 1945.

A partire dal 1946 ha inizio la ricostruzione del paese: si iniziano a rimuovere le macerie dalle strade, a recuperare oggetti e materiali per la ricostruzione delle case, il comune si dota di un piano di ricostruzione e viene imposta la “prestazione d’opera obbligatoria” per 4 giorni l’anno, necessaria per svolgere attività a servizio dell’intera comunità.

Nel biennio 1957-59 viene edi cata la nuova chiesa che diviene il simbolo della ricostruzione e della rinascita del paese.

Il centro storico conserva l’impianto originario di ispirazione napoleonica, con strade ortogonali e lotti di uguali dimensioni, rispettato dalla rico- struzione post bellica.

Sulla piazza Carolina, nel luogo dove sorgeva la chiesa del paese fatta saltare dai tedeschi, nel 2006 è stato eretto un monumento a ricordo della distruzione del paese e delle vittime militari e civili della II Guerra Mondiale. Nel parco comuna- le del paese un museo della civiltà contadina custodisce gli oggetti e la memoria di questa storia.

  • Monumento ai Caduti

Posizionato nel giardino al centro di Piazza Carolina, il monumento, che ricorda un muro delle tante abitazioni distrutte nel piccolo centro, commemora le numerose vittime del secondo conflitto mondiale.

Comune di Ateleta, Piazza Carolina, 18

Tel. 0864.65030

www.comune.ateleta.aq.it

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