Roccaraso (Pietransieri)

Medaglia d’Oro al Valore Militare

Roccaraso è, prima della guerra, una rinomata stazione sciistica che attira turisti da tutta Italia e anche dall’estero. Anche la Famiglia Reale è assidua frequentatrice. Vi si svolgono competizioni sportive di respiro internazionale e la cittadina vive quindi in un diffuso benessere. La situazione cambia, come per il resto d’Italia, con il prolungarsi dello stato di guerra. Le risorse iniziano a scarseggiare, il flusso turistico diminuisce, l’incertezza prima e poi la paura iniziano a serpeggiare. Chi viene a Roccaraso da altre località, lo fa pensando di trovare un ambiente tranquillo, lontano dalle città. Si troverà invece al centro di alcune delle più feroci vicende della Linea Gustav.

Roccaraso si verrà a trovare sulla linea del fronte essendo in una posizione strategica per il passaggio verso Roma ma anche per dirigersi verso Nord. Le informazioni che i tedeschi hanno su queste zone dell’Appennino abruzzese sono estremante dettagliate grazie ai rilievi e ai dati, raccolti per mesi, da un disertore russo.

Le truppe tedesche iniziarono ad arrivare in paese già a ne estate ma solo a metà settembre del ’43 arrivarono guarnigioni più consistenti che iniziarono il lavoro di fortificazione degli avamposti di osservazione o di attacco. Gli uomini che attendevano a questo compito erano rastrellati non solo da Roccaraso ma anche da paesi limitrofi come Castel di Sangro e Rivisondoli. Molti terreni furono minati per rendere difficoltoso, se non impossibile, il passaggio ai nemici; furono scavate profonde fosse per impedire il passaggio di mezzi a motore, l’altopiano delle Cinque Miglia fu puntellato di alberi abbattuti proprio a questo scopo, distruggendo un’intera pineta di 2000 alberi. Le truppe tedesche intanto presero alloggio nelle migliori abitazioni del paese e vennero requisiti altri edifici da adibire a mensa, magazzini per alimentari o armi.

Sulle montagne invece vennero costruiti appositi alloggiamenti in legno, forniti di suppellettili, coperte e stufe requisiti in paese. Ciò non scongiurò la morte di alcuni militari per congelamento, vista la copiosa coltre di neve che copriva le cime abruzzesi in quell’inverno e le temperature estremamente rigide.

In questo clima di occupazione, il 3 novembre giunse in ne l’ordine di sfollamento del paese. I cittadini furono avvisati che le “ragioni di guerra” imponevano loro di lasciare le loro case per dirigersi, come indicato al Podestà, verso nord. Chi fosse stato trovato nelle montagne e nei territori del circondario sarebbe stato considerato “ribelle” e quindi giustiziato. Alla ne di novembre anche chi era rimasto in paese, precettato per aiutare le truppe tedesche, dovette abbandonare la cittadina. Gli Alleati stavano iniziando ad avvicinarsi e aerei ricognitori sorvolavano Roccaraso. Dopo l’arrivo degli Alleati a Castel di Sangro, i tedeschi capirono che era giunta ora di fare “terra bruciata”: minarono tutte le case e gli edifici e le fecero esplodere.

Roccaraso fu distrutta quasi completamente fra la ne di novembre e l’inizio del dicembre 1943. L’inverno bloccò le operazioni militari. E anche in primavera l’attività bellica si limitò all’azione di ricognizione delle pattuglie o ad azioni notturne di commando per liquidare singole posizioni nemiche. Solo a giugno, con la caduta della Linea Gustav, i tedeschi lasceranno il Sangro per spostarsi più nord.

In una frazione di Roccaraso, Pietransieri, si consumò uno degli episodi più crudeli di tutta la Linea Gustav: l’eccidio di Limmari.

Per la sua posizione sopraelevata, Pietransieri rappresentava un ottimo punto di osservazione e controllo del comprensorio dell’Alto Sangro e pertanto fu da subito utilizzato dai tedeschi come avamposto. Le abitazioni furono requisite dalle truppe e un mitragliatore fu posto in posi- zione favorevole ad un pronto attacco.

Con l’avvicinarsi del fronte, anche a Pietransieri fu ordinato lo sfollamento dei circa 400 abitanti e tutte le case furono minate e distrutte. Molti degli abitanti però non si allontanarono dalla zona, che per il comando tedesco rivestiva una estrema importanza perché zona di combattimento principale, e si rifugiarono in alcuni casolari di campagna di località Limmari, sperando di sfuggire a ulteriori ingiunzioni di allontanamento.

Così non fu e fra il 16 e il 21 novembre le truppe tedesche, che erano di stanza a Pietransieri, trucidarono 128 civili, fra donne, anziani e bambini che erano ancora nei casolari mentre gli uomini si erano dati alla macchia. Nel solo giorno del 21 novembre 1943, in vari casolari vengono uccise 110 persone lasciate poi sul posto e sotto la neve per tutto l’inverno, vista l’impossibilità di dar loro degna sepoltura con i bombardamenti costanti e il pericolo di ulteriori rappresaglie.

Ci fu una sola superstite, Virginia Macerelli che all’epoca aveva 8 anni e che si salvò perché rimase coperta, per giorni, sotto il corpo della madre morta.

I resti dei caduti furono sepolti nella primavera del ’44, prima nel cimitero di Pietransieri e poi traslati nel 1967 nel Sacrario che ricorda la strage. Pietransieri è stata insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

  • Sacrario ai Caduti di Limmari

Il sacrario accoglie le spoglie delle vittime dell’eccidio di Limmari del 21 novembre del 1943. Lapidi e cippi sono stati collocati in tutti i luoghi del paese dove sono avvenute le esecuzioni.
Una “Fiaccolata della memoria” si svolge ogni anno, la sera precedente la ricorrenza, risalendo dai casolari nel bosco di Limmari, dove avvennero le uccisioni, fino al Sacrario.

TOUR VIRTUALE Sacrario ai Caduti di Limmari

  • Sacrario di Monte Zurrone

Il monumento, posto alla sommità di monte Zurrone, è dedicato ai 145mila caduti per la Patria
ai quali non fu possibile dare sepoltura. All’interno del Sacrario si conservano oltre 12mila ruolini di ufficiali, sottoufficiali e soldati caduti senza croce. Ogni anno, durante l’ultima domenica di giugno, presso il Sacrario si celebra la “Giornata del Ricordo”

  • Chiesa di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di San Rocco
  • Altopiano dell’Aremogna

Comune di Roccaraso, Viale degli Alberghi 2/A

Tel. 0864.61921

https://comunediroccaraso.wordpress.com/

 

 

 

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