La città di Lanciano è la più popolosa ed estesa del territorio frentano, centro amministrativo e culturale di grande importanza. Nel suo territorio si ebbero centri di comando prima tedeschi e poi alleati, vista anche l’importanza simbolica e amministrativa che riveste nel territorio.

Non fu fra le cittadine che videro scontri diretti armati fra i tedeschi e gli Alleati ma riveste una particolare importanza perché fu teatro di una delle prime insurrezioni popolari contro l’occupante tedesco che si ebbero in Italia.

L’occupazione delle truppe tedesche avvenne il 12 settembre. I militari teutonici si stabilirono nella villa signorile della Famiglia Pasquini, lungo la strada verso Castel Frentano, e la utilizzarono come base per le azioni di controllo e intelligence in tutta la zona frentana. La convivenza con la popolazione locale si dimostrò da subito non facile per diversi motivi: a causa dei continui prelievi di beni da parte dei militari tedeschi, abbondante- mente al di là del necessario e del ragionevole; per i continui reclutamenti di manodopera o per il servizio militare; per il disprezzo e l’animosità dimostrata verso i cittadini e verso le autorità civili.

L’insofferenza si diffuse sempre più capillarmente e l’opposizione si declinò inizialmente in due modalità distinte, una più intellettuale e culturale che faceva riferimento alla figura di Carlo Schönheim, un medico ebreo a Lanciano in regime di “soggiorno obbliga- torio”, ed una più “operativa” e pragmatica che invece riconosceva in Amerigo Di Menno Di Bucchianico il proprio leader. Queste due anime conversero in ne in un unico gruppo che iniziò a piani care in modo strutturato azioni di sabotaggio e rappresaglia requisendo alcune armi o manomettendo gli automezzi. Giovani e uomini con un’esperienza militare già alle spalle, operai e medici, confluirono nella Banda Patrioti di Lanciano che avrebbe contato, nel suo momento di massima espansione, circa 200 unità.

La situazione divenne critica il 4 ottobre allorché fu dichiarato il coprifuoco e lo stesso giorno le truppe tedesche saccheggiarono da negozi e magazzini la buona parte delle merci presenti, lasciando le attività commerciali e gli stabilimenti pressoché vuoti. Fu ordinato di requisire tutte le armi, anche quelle della Polizia, medicinali e generi alimentari. Di fronte alle proteste di alcuni notabili lancianesi, questi vennero condotti al comando tedesco, causando un immediato raduno della folla che si dimostrò già pronta ad insorge- re ma che venne prontamente placata dall’intervento conciliante del Podestà.

Il giorno seguente però la situazione precipitò: un grosso deposito di armi dei patrioti, sorvegliato costantemente, si trovava poco lontano dal centro storico ed i tedeschi vi giunsero per caso, il pomeriggio del 5 ottobre 1943, sviati da indicazioni stradali sbagliate. I lancianesi, vedendo giungere due camionette tedesche, temettero di essere stati scoper- ti e aprirono il fuoco. Le due camionette vennero assaltate, depredate e date alle fiamme mentre i militari tedeschi presenti si allontanavano per cercare i responsabili dell’assalto.

© IWM (C 3950) Bombardamento a Lanciano

Nel frattempo, dal centro cittadino, alcuni ragazzi accorsero attirati fra gli spari. Fra loro, Trentino La Barba che fu catturato e che sparì alla vista dei suoi compagni. Altre squadre di partigiani, dislocate in altre zone della cittadina, continuarono i conflitti con i militari tedeschi. Il giorno successivo, 6 ottobre, altri e più intensi scontri si ebbero in diverse parti della città, con perdite su entrambi i fronti, come continuazione dell’azione del giorno precedente. I patrioti di Lanciano, pur consapevoli della disparità di mezzi e della loro inferiorità numerica, non esitarono a spendersi no alla morte pur di contrastare i soldati tedeschi che nel frattempo ricevevano rinforzi dai paesi circostanti. Nel pomeriggio del 6 ottobre, ormai impossibilitati a continuare la battaglia per la schiacciante presenza delle truppe tedesche di rinforzo, i patrioti si ritirarono. Il bilancio delle due giornate di guerriglia fu di 33 caduti fra la popolazione lancianese, partigiani e civili, e 15 feriti. Le perdite subite da parte tedesca furono invece più ingenti: 47 caduti e 147 feriti.

La rappresaglia tedesca fu terribile: molte case furono date alle fiamme, i negozi di Corso Trento e Trieste (ancora oggi l’anima della città) saccheggiati brutalmente e distrutti o incendiati. Furono uccisi senza pietà alcuni combattenti fatti prigionieri e particolarmente orrenda fu l’esecuzione del prigioniero Trentino La Barba, torturato, accecato e ucciso sul- la pubblica piazza come punizione per non aver voluto svelare nomi e dettagli del gruppo di patrioti cui apparteneva. Grazie all’intervento diplomatico del Podestà e dei vertici religiosi della cittadina, fu scongiurato il protrarsi delle distruzioni e dei saccheggi ma ciò non significò la ne delle tribolazioni per la popolazione frentana. Fu emesso infatti un ordine di sfollamento, propedeutico a un possibile piano di distruzione della città prima del ritiro delle truppe tedesche.

Lo sfollamento fu rimandato più volte grazie all’intermediazione del Podestà che svolse un’incessante opera diplomatica. Chi si allontanava, rimaneva nelle campagne del circondario, tornando poi nelle proprie case durante la notte. I cittadini di Lanciano resistevano, silenziosamente ma tenacemente, alle truppe occupanti. In ne, ai primi di dicembre i militari tedeschi abbandonarono la cittadina, preoccupati dal repentino avanzamento degli Alleati che dalla costa si stavano dirigendo verso l’entroterra. Fuggirono precipitosamente, abbandonando armi e munizioni; il 3 dicembre, fra la gioia e lo stupore della popolazione, entrarono i primi soldati Alleati. Costoro si installarono immediatamente nella cittadina e ne fecero un centro di primaria importanza per il controllo del territorio, spostando un gran numero di mezzi e di militari a Lanciano. Proprio per il ruolo che ebbe sia come centro strategico alleato, sia per il valore simbolico, la cittadina frentana subì ancora a lungo i cannoneggiamenti e i bombardamenti tedeschi. Uno dei peggiori, che costerà centinaia di vittime fra i militari e i civili, si avrà il 20 aprile 1944 quando alcuni caccia tedeschi sorvolarono la cittadina a motori spenti e la bombardarono mentre era gremita di truppe alleate, di mezzi militari e di cittadini.

Per le azioni eroiche compiute dai patrioti lancianesi la città di Lanciano fu insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare e alcuni dei combat- tenti delle giornate del 5-6 ottobre ricevettero altre onoricenze, mentre la Medaglia d’Oro postuma fu assegnata alla vedova di Trentino La Barba.

Lanciano fu anche destinazione di internati e con nati politici e anche sede del campo d’inter- namento femminile Villa Sorge, aperto nel 1940. Qui vi furono destinate cittadine di stati bellige- ranti con l’Italia, ebree straniere che si trovavano su territorio italiano durante il periodo dell’entra- ta in guerra. La struttura poteva ospitare 55 per- sone e molte internate si avvicendarono, spesso non rimanendo più di qualche settimana.

Nel 1942 le internate presenti a Lanciano lasciarono la struttura per essere trasferite in un altro campo. Il campo fu chiuso nel settembre del 1943, dopo la fuga dei vertici politici e militari dall’Italia.

© IWM (C 4362) In volo verso Lanciano

  • Monumento ai Caduti Ottobrini

“Da questo piazzale, il 6 ottobre, la gioventù lancianese, impugnate le armi, colpiva il tedesco invasore e riaffermava con il martirio, il suo anelito alla libertà ed alla patria”, così recita l’iscrizione in memoria dei Martiri lancianesi, in piazza- Martiri VI ottobre.

  • Monumento ai Caduti

Un imponente gruppo marmoreo è posto a ricordo dei caduti nella Prima e Seconda Guerra Mondiale in piazza Plebiscito. Ogni anno,
in occasione della ricorrenza, il 6 ottobre si svolge una cerimonia commemorativa con un corteo lungo le strade della città.

  • Parco della Memoria

«Io non dimentico – Villa Sorge». Nel 2012 è stata scoperta una targa che ricorda il campo di internamento femminile nazifascista attivo dal 27 giugno 1940 presso Villa Sorge, su viale Cappuccini.

A pochi passi dalla Villa è stato inaugurato il parco della Memoria.

Comune di Lanciano, Piazza Plebiscito, 59

Tel. 0872.7071

www.lanciano.eu

  • Torino di Sangro
  • Fossacesia
  • Paglieta
  • Mozzagrogna
  • Lanciano
  • Sant'Eusanio del Sangro
  • Altino
  • Casoli
  • Roccascalegna
  • Gessopalena
  • Torricella Peligna
  • Montenerodomo
  • Pizzoferrato
  • Gamberale
  • Ateleta
  • Roccaraso
  • Rivisondoli
  • Castel di Sangro
  • Scontrone
  • Alfedena