Mozzagrogna

(Medaglia d’Argento al Merito Civile)

Mozzagrogna è stata una delle cittadine simbolo della battaglia del Sangro, insieme a Santa Maria Imbaro. L’attacco del 27 novembre, lungamente rimandato dalle truppe britanniche fu diretto infatti proprio a questi due centri che, ponendosi nel mezzo del “ciglione del Sangro”, spezzavano la linea fortificata dai tedeschi e davano la possibilità di raggiungere sia la costa (Fossacesia e il versante settentrionale del Sangro) che l’entroterra (Lanciano e Castel Frentano). I tre giorni di scontri che furono necessari per sconfiggere i militari tedeschi furono molto aspri e la battaglia si combatté anche nei centri urbani, spesso furono ingaggiati scontri “corpo a corpo”.

I tedeschi, alloggiati a Mozzagrogna presso il Palazzo Marcantonio, e stabilitisi in questo territorio da alcune settimane, fecero sfollare la popolazione e abbatterono oltre 2000 piante di ulivo e anche alcune abitazioni per avere una visuale ottimale delle manovre militari degli Alleati. Fecero affluire quindi dei rinforzi per poter meglio contrastare l’assalto che si stava preparando anche se le inclementi condizioni climatiche fecero sperare ai tedeschi in un rinvio delle operazioni, visto che il fiume era in piena e che difficilmente sarebbe stato guadato. Ma il repentino cessare delle piogge e l’inaspettata possibilità di muovere le truppe, fece propendere per un attacco immediato, a sorpresa.

© IWM (NA 9126) Bombardamento postazioni tedesche

Le divisioni indiane e inglesi attaccarono infatti di notte, alle 21 circa, sfruttando l’effetto sorpresa che il buio consentiva e supportati dall’aviazione che contemporaneamente bombardava le postazioni tedesche. Ciononostante, gli Alleati furono contrastati e poi re- spinti dalle truppe germaniche che contrattaccarono usando carri armati, lanciafiamme e cannoni. Questa reazione tedesca, inaspettata, preoccupò seriamente il comando alleato che però decise di continuare l’impresa, facendo confluire un numero maggiore di soldati e potenziando l’intervento dei cacciabombardieri.

La battaglia proseguì no al 29 novembre quando sia Mozzagrogna che Santa Maria Imbaro furono definitivamente espugnate. Le perdite alleate furono ingenti in tutta l’operazione di conquista del “ciglione del Sangro”: perirono 1500 soldati ed ebbero cir- ca 5000 feriti. Le memorie dei cittadini di questi due borghi tramandano in particolare dell’arditezza e della implacabilità degli indiani Gurka negli scontri corpo a corpo. Questi combattevano abilmente con il “kukri”, il loro pugnale tribale che figura anche come simbolo distintivo sulle lapidi del Cimitero Militare Britannico di Torino di Sangro, dove furono sepolti i caduti di quel reggimento.

Le perdite tedesche furono minori ma molti furono i prigionieri. I caduti, un centinaio, furono sepolti al di fuori delle mura di cinta, apposte delle croci con il numero di matricola e solo dopo molti anni vennero esumati dalle autorità tedesche e traslati in uno dei cimiteri di guerra tedeschi in Lazio.

Il territorio fra Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna e Villa Romagnoli era quindi stato liberato dagli occupanti tedeschi e le truppe alleate si insediarono trasportando anche un ingente numero di mezzi militari. Fu questo assembramento la causa del bombarda- mento avvenuto il 2 dicembre del 1943, quando l’aviazione tedesca colpì duramente la zona causando danni non solo agli Alleati ma soprattutto alla popolazione che stava timidamente rientrando nell’abitato. Furono infatti distrutte alcune abitazioni e si dovettero contare alcuni caduti.

Gli indiani che avevano liberato Mozzagrogna si stabilirono in paese e vi rimasero a lungo. Chi invece partì dopo pochi giorni fu il Gen. Montgomery che salutò i suoi soldati e partì dal piccolo aeroporto allestito a Mozzagrogna, verso Londra dove assunse il comando dell’esercito che sarebbe sbarcato in Normandia nella primavera del ’44.

La convivenza con le nuove truppe non fu delle più semplici, soprattutto per le donne che spesso dovettero difendersi dalle insistenti attenzioni dei soldati o che dovettero prendere il ruolo di capofamiglia quando gli uomini erano lontani al fronte, reclutati e impiegati altrove nei lavori di trinceramento oppure deceduti durante “la guerra in casa”. La povertà era profonda e il territorio devastato dalle battaglie.

Ciononostante, l’ingegno e la necessità di sopravvivere fecero in modo che lentamente si tornasse alla vita e non mancarono relazioni nate durante quei duri mesi di occupazione fra militari inglesi e ragazze italiane, poi sfociate in matrimoni felici e duraturi.

Per essere stata teatro di devastanti bombardamenti che provocarono la morte di molti civili e la distruzione quasi totale dell’abitato, Mozzagrogna è stata insignita della Medaglia d’Argento al Merito civile.

  • Monumento ai Caduti

In piazza San Rocco, a memoria dei caduti delle due guerre mondiali su un basamento di marmo, si staglia una figura bronzea di soldato. Tra i nomi, sia quelli dei militari dispersi tra il 1940 ed il 1945 sia le vittime civili della Battaglia del Sangro. In quegli anni, l’area intorno al monumento, diventò un cimitero provvisorio degli inglesi.

Comune di Mozzagrogna, Piazza San Rocco, 1

Tel. 0872.600111

www.comunemozzagrogna.it

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